Verso una nuova definizione amministrativa jonica, Laurenzano: “Un’Analisi di riscatto geopolitico”

Verso una nuova definizione amministrativa jonica, Laurenzano: “Un’Analisi di riscatto geopolitico”

Il riscatto del nord – Est calabrese, oltre i centralismi storici

​Volendo effettuare una disamina obiettiva della realtà politica, sociale ed amministrativa che ci circonda, occorre riconoscere che l’istituzione della provincia della Magna Grecia – che avrebbe come indubbio pregio quello di unificare sul piano geopolitico ed istituzionale la darsena ionica – ad oggi rappresenta l’unico plausibile contrappeso ai centralismi storici di Cosenza e Catanzaro e, quindi, motivo di sviluppo di tutta l’area del Nord- Est calabrese.

​A questo proposito, lungi dal voler effettuare proclami retorici e riproporre concetti noti alla nostra società, è necessario evidenziare che la nascita della nuova provincia, oltre a non comportare oneri per lo Stato, consentirebbe successivamente ai territori coinvolti (ovvero, sibaritide e crotonese) di poter seguire il solco tracciato dalla provincia di Matera che, in tempi recenti, ha avanzato proposta di legge al Parlamento, per ottenere l’annessione alla Regione Puglia.

Sinergie produttive e legalità: i vantaggi amministrativi

​Ed infatti, la possibilità di divenire parte di un ente territoriale più evoluto della attuale Regione Calabria, almeno sui piani sociale e politico, favorirebbe la possibilità di poter costituire dei consorzi relativi alla produzione di olio extravergine di oliva, seguendo il modello del consorzio del parmigiano reggiano in Emilia Romagna, atteso che dagli ultimi dati è emerso che per l’anno in corso l’Italia tornerà ad essere il secondo produttore di olio evo a livello europeo e le due principali Regioni che trainano questo settore sono, per l’appunto, la Puglia e la Calabria.

​Inoltre, il possibile scenario che si sta descrivendo consentirebbe la nascita di altri consorzi, come quello della clementina (prodotto tipico della sibaritide ma anche del territorio compreso nel golfo di Taranto), a vantaggio di uno sviluppo che consentirebbe l’inclusione della Magna Grecia (e della relativa popolazione) e la valorizzazione delle risorse locali. Nonché, seguire il solco tracciato dalla provincia di Materia produrrebbe altresì l’indiscutibile vantaggio di far parte di una Regione, la prima italiana, che ha introdotto il salario minimo, vincendo a tal proposito un conflitto di attribuzioni con il Governo davanti alla Corte Costituzionale, e tutto ciò porterebbe la (tanto necessaria) legalità in un’area tradizionalmente segnata dal lavoro nero e dal lavoro grigio.

Rigenerazione industriale e sostenibilità

​Altri più che probabili vantaggi che deriverebbero dalla costituzione della provincia della magna Grecia e dalla sua successiva annessione alla Regione Puglia riguardano la rigenerazione dei siti industriali dismessi. Sul punto, occorre rilevare che la Puglia, da decenni a questa parte, ha avviato una politica industriale sulla produzione di energia elettrica e metano puliti, mediante soprattutto lo sfruttamento della biomassa, che consente di ricavare energia e di smaltire allo stesso tempo una tipologia di rifiuto considerata tra le più pericolose, senza danni per l’ambiente e con significativo impatto occupazione.

​Ebbene, a CoRo è ancora aperta la ferita sulla mancata rigenerazione del sito Enel di contrada Cutura, mentre a Crotone si rilevano diverse aree industriali dismesse, il che finirà per produrre effetti negativi sull’economia e sul benessere del territorio. Al contrario, un ente come la Puglia potrebbe agevolare la riqualificazione di questi siti, favorendo il contrasto alla povertà e alla disoccupazione che stanno provocando una forte emigrazione (soprattutto giovanile) verso l’Italia centro- settentrionale e verso l’estero.

La nuova area metropolitana jonica

​L’eventuale inserimento della provincia della Magna Grecia nella Regione Puglia significherebbe altresì creare i presupposti per la nascita, all’interno della medesima Regione, di un’area metropolitana che coinvolga tutta l’area ionica dal salento al crotonese, passando per il tarantino ed il metapontino.

​Prospettiva, questa, che consentirebbe ad un ampio ambito territoriale, accomunato da storia, cultura e problematiche sociali, di poter realizzare un programma unificato sulla riqualificazione delle infrastrutture, valorizzazione e sfruttamento sostenibile delle risorse del territorio, politiche di inclusione e piani di attrazione del turismo culturale (e non solo banalmente stagionale). Quindi, la costituzione di un ambito territoriale capace di affrontare le sfide presenti e future e di interfacciarsi con le altre realtà nazionali e sovrannazionali.

Geografia giudiziaria: il riscatto della Sibaritide

​Altro vantaggio che può derivare dalla istituzione della provincia della Magna Grecia riguarda la geografia giudiziaria, o meglio un valido motivo di riscatto per un territorio, quello sibarita, che rivendica di aver subito il torto dell’unico tribunale soppresso in Calabria nel biennio 2012- 2013. Più precisamente, partendo dal presupposto che come evidenziato dai mas media (soprattutto) nazionali (si veda la puntata di presa diretta del 15/02/2026), allo Stato attuale non vi sono i presupposti per la riapertura dei presidi soppressi, nonostante i proclami degli ultimi mesi.

​Infatti, gli operatori del settore della giustizia dichiarano la clamorosa scopertura di personale amministrativo e giudiziario, che difficilmente sarà colmata nei prossimi anni tenendo conto del PIAO relativamente al fabbisogno di personale. Il che, assieme alla mancata digitalizzazione di alcuni settori (come le controversie di competenza dei giudici di pace, la competenza del Tribunale di Sorveglianza e il contenzioso relativo alla effettiva riscossione di sanzioni pecuniarie) produce una inefficienza del sistema, che, a sua volta, incide inesorabilmente sulla contabilità dello Stato (sia in termini di mancato introito che di oneri da sostenere).

​Ebbene, in un quadro del genere, la provincia della magna Grecia potrebbe rappresentare una concreta possibilità sulla riapertura del presidio coriglianorossanese, in quanto la sibaritide farebbe parte di una provincia ampia sia in termini di superficie che di popolazione, la cui area è fortemente caratterizzata dalla criminalità organizzata che un unico Tribunale, quello di Crotone per l’appunto, potrebbe non contrastare efficacemente, se non mediante la (ri)apertura di un secondo presidio nella a Corigliano Rossano. In via gradata, la provincia della Magna Grecia sortirebbe comunque l’effetto positivo per il Comune di Corigliano Rossano di poter riottenere un presidio di giustizia, nel senso di individuare nella struttura di Palazzo Santo Stefano (già presidio di Giustizia di Rossano) la potenziale sede del Tribunale delle famiglie, delle persone e dei minori, con competenza su tutto il circondario del tribunale di Crotone.

Una scelta di coraggio

​Appare chiaro che la realizzazione del presente progetto richiede pazienza, dedizione e tanto coraggio da parte degli amministratori degli enti locali coinvolti, nonché la consapevolezza degli stessi che (l’improbabile) provincia sibaritide- pollino non produrrà alcun cambiamento della Calabria del Nord- Est se non in peggio, stante l’impossibilità, in questo caso, di controbilanciare il potere centralista cosentino.

Simone Laurenzano

Redazione Comitato MagnaGraecia