La Hydrogen Valley e perché no, il polo dell’idrogeno della Magna Graecia.

La Hydrogen Valley e perché no, il polo dell’idrogeno della Magna Graecia.

La chiave per realizzare una visione inedita ed innovativa, al passo con la sfida green per la Città di Pitagora e per tutto l’Arco Jonico

Ho letto con grande interesse la proposta del comitato H2KRO rispetto alla realizzazione di un polo di ricerca sull’idrogeno.
Una proposta che ben si concilia con le esigenze e prospettive del territorio e con la portata innovatrice e rivoluzionaria della molecola H2.


La crescente attenzione verso una coesistenza meno problematica tra esigenze umane e prerogative ambientali spinge il mondo della ricerca, delle università e delle grandi aziende del settore, ad interrogarsi sulle possibili soluzioni di decarbonizzazione di settori strategici e di complessa elettrificazione, per limiti tecnologici e necessità di approvvigionamento.


Si pensi al settore navale o aereo nella duplice veste turistica e commerciale, alle attività produttive energivore, ai mezzi su ruota a lunga percorrenza, al settore ferroviario laddove, per questioni geomorfologiche, l’elettrificazione è proibitiva.
In questa prospettiva, occorre elaborare soluzioni tecnologiche a costi accessibili che permettano l’utilizzo di combustibili con ridotte emissioni di inquinanti e climalteranti.
L’idrogeno, utilizzato come combustibile, le cui emissioni altro non sono che molecole di acqua, si candida, nel giro di 5/10 anni, a diventare il vettore energetico preminente nel commercio, nei trasporti e nei settori produttivi, limitando drasticamente l’utilizzo di idrocarburi e combustibili fossili.


Come conciliare quindi il potenziale dell’idrogeno con quello inespresso del nostro territorio e le sue prospettive?
La posizione baricentrica della città, rende il Porto di Crotone un nodo strategico nel Mediterraneo, da infrastrutturare e valorizzare quale polo di rifornimento di navi a lunga percorrenza, turistiche e commerciali che si intersecano nel Mare Nostrum.

Sul versante opposto, l’altopiano Sant’Anna che circonda il piccolo scalo aeroportuale pitagorico, potrebbe essere oggetto di un piano di industrializzazione per lo studio, la ricerca e la realizzazione di aerei ad idrogeno a lunga percorrenza.
Inoltre, a largo delle coste crotonesi, insiste uno dei più importanti giacimenti di gas metano di Italia, oggetto da anni di intense attività estrattive.


La presenza di una rete per la vettorizzazione del metano che dai giacimenti nello Jonio porta il gas fino alla terra ferma e da qui alla sua ramificazione sul territorio, permetterebbe la sperimentazione di miscele con percentuali di idrogeno sempre maggiori, come già fatto da tempo da SNAM.
E ancora, il clima prevalentemente soleggiato permetterebbe la realizzazione di parchi fotovoltaici di ultima generazione, per fornire energia pulita atta alla produzione di “idrogeno verde”, in attesa che il progresso tecnologico e la ricerca nel settore, permettano la realizzazione di sistemi CCS (Carbon Capture and Storage) di cattura e stoccaggio di anidride carbonica sempre più efficienti e performanti per produrre “idrogeno blu” dal metano senza emissione di CO2, convertendo gli attuali giacimenti di metano in energia pulita.
Un’altra soluzione può giungere dal mare e dalla perfetta condivisione del know-how, acquisito in anni di attività nel settore, di due multinazionali come ENI e SNAM, per la realizzazione di un impianto prototipale ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter), che converte il moto ondoso in energia elettrica, già in funzione nell’off-shore di Ravenna.

La Hydrogen Valley e perché no, Polo dell’idrogeno della Magna Grecia, può rappresentare la chiave per realizzare una visione inedita e innovativa della Città di Pitagora, quale hub di ricerca e sviluppo di tecnologie e infrastrutture prototipali, nonché centro di rifornimento principale del Mediterraneo per il settore navale e aereo.

È questo il tenore di uno scambio di missive con l’amministratore delegato di SNAM, Dott. Marco Alverà, al quale ho rappresentato le potenzialità del nostro territorio, in perfetta armonia con la visione innovativa che Snam sta promuovendo.

Da qui il mio appello all’attuale rappresentanza politica ed, in particolare, all’amministrazione comunale, impegnata a definire un nuovo e atteso sviluppo della città, non solo turistico e archeologico, che passa anche dai tavoli di confronto con ENI.

Assuma il Sindaco la responsabilità di una iniziativa inedita e di rottura con il passato rispetto ai rapporti con Eni, realizzando tavoli nei quali definire gli aspetti tecnici rispetto alla bonifica dell’area SIN da condurre con la società Eni Rewind, e proposte industriali e produttive in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Governo Draghi.

In ultima battuta, come proposto al Dott. Marco Alverá, si faccia promotore, il Comune di Crotone, della realizzazione di una società che sappia sintetizzare le esperienze delle due multinazionali leader nel settore dell’energia con le ambizioni territoriali, sotto la denominazione di Hy-Kro, perché Eni+Snam+Crotone è meglio sicuramente di Eni ma anche volano per Crotone.

Alessio Critelli

Redazione Comitato MagnaGraecia