Referendum, Critelli: “Inutile politicizzare un confronto di merito per nascondere evidenti difficoltà”
Riflessioni non cattedratiche di un liberale e garantista convinto
Rischia di passare in secondo piano la risposta dei Magistrati schierati per il SI, dopo le dichiarazioni del Procuratore capo di Napoli dott. Nicola Gratteri.
Non si può non sottoscrivere tanto lo ” indagateci tutti” dei “Magistrati per il SI” quanto la presa di posizione di esimi giuristi quali l’ex Presidente della Consulta Arturo Barbera e del Prof. Cassese.
Chi intende politicizzare un confronto di merito ha evidenti difficoltà per cui la butta in casciara.
È esattamente quello che fanno le forze dell’ opposizione della sinistra-populista.
Ma è quello che fa’ anche l’Anm (Associazione nazionale Magistrati) che vede perdere potere di condizionamento sulle nomine e la distribuzione di incarichi, avendo adottato il manuale Cencelli per regolare i rapporti fra le correnti.
Mi permetterei di aggiungere, semplicemente, che in questa vicenda quello che Gratteri ha fatto come argine alla pervasivita’ della ‘ndrangheta nella P.A., nelle attività produttive e in qualsiasi altra attività borderline: non c’entra nulla.
Il Dott. Gratteri è al servizio dello Stato e della comunità civile e, per questo, percepisce un lauto compenso ed ha il dovere di farlo con competenza e rigorosita’.
Personalmente credo che non abbia fatto un grande favore al Comitato per il NO, e ancora meno a quei partiti schierati per il NO, primo fra tutti il PD.
L’imbarazzo fra i liberal Riformisti del PD è palpabile e la segreteria Schlein tende sempre più alla balcanizzazione del partito.
Le dichiarazioni di Gratteri, quindi, scavano un solco ben più profondo fra i Liberali e Progressisti di tutte le aree politiche, perché fanno scempio di due principi cardine della Costituzione: la presunzione d’innocenza e il diritto a dissentire.
Il Garantismo lasciamolo ai nostalgici di un tempo ormai soppiantato dalla virulenza del confronto politico ma anche dei social.
Il livello a cui è scaduto il dibattito referendario è responsabilità di tutti, persino della Magistratura che avrebbe dovuto tenere un profilo distaccato e rispettoso del Parlamento e, in alternativa, del Referendum.
I Magistrati sono autonomi e per questo hanno organismi di auto-governo.
Ma il Parlamento è sovrano e ne devono applicare le leggi: fino a prova contraria o modifica Costituzionale.
La postura di Gratteri è irrilevante, vista la portata del quesito, una rottura dell’equilibrio fra il legislatore e il Magistrato.
Tuttavia segnala, ove ve ne fosse stato bisogno, che in taluni casi il delirio di onnipotenza sfugge ai freni inibitori e impone una riflessione sintetica e conclusiva.
Un PM assertivo, orientato solo da certezze e da “presunzione di colpevolezza” rappresenta una parte della fase inquirente cosi come del dibattimento.
L’altra parte che ha un ruolo dirimente è l’Avvocatura che deve concorrere all’accertamento e all’autenticita’ delle prove e della verità.
E dulcis in fundo, il giudizio, il Magistrato requirente che fa da arbitro e garantisce, anche plasticamente, oltre che per assunto Costituzionale, la terzieta’ giurisdizionale.
In sintesi le mie considerazioni, per nulla cattedratiche, ma semplicemente di un Liberale e garantista che voterà un SI convinto e non indotto.
Domenico Critelli