Una rinnovata visione di realta urbana per la città di Pitagora in contesto baricentrico tra l’Alto Jonio e la terra d’Istmo.

Una rinnovata visione di realta urbana per la città di Pitagora in contesto baricentrico tra l’Alto Jonio e la terra d’Istmo.

Prima Lamezia, poi Corigliano-Rossano ci offrono lo spunto per pianificare il futuro della città di Crotone e di tutta l’area dell’Arco Jonico Magnograeco.


Se avessi titolo ad indicare l’intervento più appropriato a sostegno della fusione dei Comuni, non c’è dubbio che il contributo fornito dell’Ing. Calabretta va nella direzione giusta. 

Una base di confronto è uno schema tecnico filosofico dal quale partire per trovare ulteriori ed inconfutabili ragioni a sostegno della “Città Territorio” o fusione dei Comuni. 

Riconosco al già consigliere regionale, Emilio de Masi, l’acume di aver compreso e già proposto la valenza della conurbazione tra municipalità contermini, seppur la mia idea sulla stessa, ritengo più inclusiva e partecipata del triangolo Crotone, Cutro, Isola. 

Mi convince l’idea della “Città triangolare” se la visione o, ancora meglio, l’immaginazione fattuale, non si lascia opprimere e contenere dalla meccanicita’ delle “linee” ma le arricchisce o, addirittura, le implementa fino a fornirgli un’anima ed un orizzonte più ampio. Per l’appunto quel “Genius Loci” in grado di esaltare la comune base identitaria che è propedeutica alla nuova  “forma Urbis” che l’Ing. Calabretta elabora e propone. 

Sembra quasi ovvio che assumendo quale baricentro geometrico il Capoluogo di un’ampia area Urbano-territoriale quale Crotone, si può argomentare ed affermare che più triangoli equilateri, o quasi tali, -se si esclude Strongoli- potrebbero dare vita alla somma di quattro triangoli a base “acuminata” dalla quale prendono forma, o si irradiano, 5 rette sostanzialmente equivalenti salvo “…lo scarto di qualche centinaio di metri..”. In pratica una figura geometrica a raggiera o a ventaglio entro la quale ridisegnare e riprogettare una fra la più grandi Aree Urbane dello Jonio ed il più esteso territorio Comunale della Calabria. La “GEMMA DELLO JONIO” dal sistema cristallino esagonale e classe di simmetria diesagonale esapiramidale. Magari non esiste in geometria ma di sicuro nella mia fervida fantasia, grazie all’Ing. Calabretta. 

Una lunga e propedeutica narrazione per ribadire la mia personale ostinazione a costruire la ” CITTÀ DELLO JONIO” dalla fusione dei Comuni di Crotone, Isola C.R., Cutro, Scandale, Rocca di Neto e Strongoli. 

Migliaia di questi cittadini, quotidianamente, svolgono le proprie attività nel centro capoluogo, dovendo percorrere pochi Km. e, in ogni caso, in un tempo quasi pari a quello impiegato dagli abitanti di Capocolonna o di Papanice.

Un aspetto apparentemente ininfluente ma esemplificativo di un sodalizio umano e identitario già presente e solido fra le nostre comunità.

Ma vi è di più. Le attività sociali ed economiche, quelle politiche o culturali piuttosto che quelle del tempo libero o della formazione, registrano relazioni fitte e diuturne come un’unica grande e popolosa comunità. Pochi Km. separano il centro cittadino di Crotone da quei Comuni, sicuramente inferiori, anche nei tempi di percorrenza, rispetto a Città più popolose o metropolitane.

La contiguità dei rispettivi territori, poi, consente di pianificare un ammodernamento delle attuali infrastrutture di collegamento fra i diversi Centri e potendo contare su un’ampia area direzionale a sud e a nord di Crotone, spaziando da Poggio Pudano al Passovecchio, con ampie aree di accesso alla Città, peraltro, interessate nei prossimi anni ad opere di bonifica e interventi di emersione di siti archeologici nell’ambito del progetto Antica Kroton.

Ma è lo studio di fattibilità, della 4 corsie Simeri Crichi- Passovecchio-Sibari con rispettivi lotti funzionali a rendere ineludibile la prospettiva della conurbazione dei 6 Comuni (Crotone, Isola Cr., Cutro Scandale, Rocca di Neto, Strongoli). Del resto quanto già avviato, oltre 50 anni fa, da Sambiase, Nicastro e Sant’Eufemia e, più di recente, da Corigliano e Rossano, va in questa direzione e ci invita a seguire quelle che, giocoforza, saranno la linee d’indirizzo del futuro: unioni, fusioni, aree vaste ed ambiti metropolitani che ridisegnino la geografia tenendo fede a quelle che sono le vocazioni dei territori, surclassando un concetto di regionalismo imperfetto che, ad oggi, ha portato solo diseconomie di scala e impercettibili migliorie alla vita dei cittadini, se non in specifiche aree soggette a patologie centraliste. 

Collegare i maggiori centri urbani Calabresi (Lamezia, Catanzaro, Crotone, Corigliano-Rossano) con un’infrastruttura autostradale e colmare, definitivamente, un deficit di mobilità e di civiltà del medio e alto Jonio.

Quello che provo ad immaginare per la nostra Città e per la sua comunità civica e politica, è una prospettiva baricentrica e, quindi, di inclusione, condivisione e solidarietà, non nascondendo la necessità che la Città inizi a pianificare il suo sviluppo verso Nord, area, quest’ultima affine per interessi e tradizioni e propedeutica alla sfida della nuova area provinciale della Magna Graecia. 

So bene che la sfida non sarà semplice e neppure scontata ma, tuttavia, non solo vale la pena impegnarsi ma è addirittura decisivo vincerla per affermare il peso politico di quest’area territoriale. Le prossime elezioni regionali, ma ancor di più le prossime elezioni politiche dove ci confronteremo con il nuovo collegio jonico, saranno il punto di partenza di questo lungo ed avvincente percorso. 

Il prossimo consiglio regionale dovrà affrontare la questione relativa al fatto che il Crotoniate e la Sibaritide non possano esprimere i loro rappresentati regionali e nazionali in circoscrizioni elettorali diverse. Sarà imperativo omologare ed amalgamare i bacini di riferimento secondo logiche e criteri di unicità ed affinità tra le diverse, ma complementari competizioni elettorali. 

Quanto all’Ing. Calabretta, non so se sono riuscito a farmi comprendere e condividere nella tesi specularmente asimmetrica alla sua. Sono animato da immaginazione piuttosto che da conoscenza tecnica e filosofica. Ma in questo, a prescindere o meno dalla condivisione dell’Ing. Calabretta mi viene in soccorso una espressione di Einstein per il quale:”L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l’immaginazione racchiude il mondo”. 

Domenico Critelli. 

Redazione Comitato MagnaGraecia