Dalle Serre vibonesi una lezione a Corigliano Rossano, Lauria: “Solo territori ampi ottengono peso reale”

Dalle Serre vibonesi una lezione a Corigliano Rossano, Lauria: “Solo territori ampi ottengono peso reale”

Province troppo piccole non hanno respiro, non incidono e non riescono a sedersi nei luoghi in cui si decide davvero

L’annuncio proveniente da Serra San Bruno (VV), con l’intenzione dell’Amministrazione di tornare nella Provincia di Catanzaro, offre un punto di lettura che riguarda anche il Consiglio comunale di Corigliano-Rossano che di recente ha votato all’unanimità la proposta della provincia della Sibaritide di appena 200mila abitanti, senza ancora oggi capire le posizioni dei sindaci di Cassano e Castrovillari (non più nella proposta).  E mentre qui si dibatte su questa micro proposta altrove si sta maturando una consapevolezza che molti sullo Jonio fingono di non vedere: Province troppo piccole non hanno respiro, non incidono e non riescono a sedersi nei luoghi in cui si decide davvero.

A Serra San Bruno lo dicono con chiarezza. L’adesione a una provincia più ampia non sarebbe solo un fatto tecnico, ma una scelta che nasce da esigenze storiche, culturali e pratiche. Questo passaggio verso Catanzaro, che coinvolgerebbe altri comuni delle Serre, dimostra un fatto semplice: allargare i confini rappresenta un vantaggio per tutti.

Sul versante ionico, invece, c’è chi continua a immaginare che una Provincia con pochi abitanti possa reggere il passo. Si dimentica che risorse, uffici, servizi e riconoscimento istituzionale si ottengono solo quando si presenta un numero capace di pesare nei tavoli regionali e nazionali. Senza densità demografica non c’è peso politico.

Le tre Province storiche non arretreranno di un centimetro, anzi continueranno a consolidare il proprio ruolo. E questo accade perché, mentre altrove si ragiona su come ampliare la propria posizione, qui si insiste su progetti che non rispondono alla necessità di guardare lontano. In riva allo Jonio c’è una soluzione chiara, già immaginata e mai davvero accolta: la Provincia della Magna Graecia, con doppio capoluogo, Corigliano-Rossano e Crotone. Un’area con una coerenza territoriale naturale e oltre quattrocentomila abitanti. Sarebbe un riequilibrio per tutta la Regione, un nuovo assetto capace di incidere.

Eppure, mentre Serra San Bruno apre la strada a un processo di integrazione dei Comuni pedemontani delle Serre Vibonesi (Brognaturo, Simbario, Fabrizia, ecc) con un’area più grande (la Provincia di Catanzaro), la stessa area dalla quale poco più di 30anni fa i richiamati Comuni erano stati scorporati, sull’Arco Jonico si continua a credere che basti un confine ristretto per sentirsi protagonisti. Ma senza numeri e senza visione non si cresce. E l’esempio delle Serre, oggi, lo dimostra meglio di qualsiasi dibattito.

Matteo Lauria

Redazione Comitato MagnaGraecia