Riforme, Critelli: “La stella polare per il Paese e per la Calabria”

Riforme, Critelli: “La stella polare per il Paese e per la Calabria”

Necessaria un’esperienza politica inclusiva. Non ripetibile quella della DC, perché non ripetibili quegli uomini

È qualche anno che, con ostinazione motivata,  sostengo la costituzione di una grande forza di ispirazione Popolare Liberale e Riformista.

Piccole “riserve” personalistiche (l’arcipelago centrista), rischiano di diventare il problema: anzi, lo sono.

Ed ho rilevato anche, in una precedente riflessione su Calabria.live, che “..quella esperienza – la DC – non è ripetibile, perché non sono ripetibili quegli uomini… “.

Il sistema politico nazionale non trova tregua dalla comparsata, oltre 15 anni fa, del M5S. Prima, come visione edulcorata di un populismo reazionario, e, dopo l’esperienza di governo, bifronte e inattendibile. Dall’altra, Progressisti (PD) e Conservatori (Fdi), sono attraversati da ambiguità massimaliste condizionate da alleanze tattico-elettorali più che strategiche (Avs M5S e Lega): quelle che ti fanno vincere ma non governare. Del M5S abbiamo già detto e di Avs anche, salvo puntualizzare che l’ambiente è patrimonio di tutti e che, la sinistra, ha le sue sfumature che dovrebbero essere riassunte in una grande forza Progressista. Quella che manca, anche a livello Europeo, perché arroccata nella “fortezza” ideologica che si sgretola di volta in volta.

Le ultime elezioni europee, e il voto sulla Presidenza della Commissione UE, hanno risentito di un’ostracismo che, in alcune fasi storiche, sarebbe opportuno tenere a freno o rimuovere per ragioni che sono superiori.

Rifiutare il voto dei Conservatori Europei e di Giorgia Meloni, la Premier di un Paese fondativo dell’ UE, è stato un atto di miopia politica.

Non sono bastati l’aggressione Russa all’Ucraina, due nazioni Europee: l’una con reminiscenze imperialiste e,  l’altra, con lo sguardo ad una Europa protesa ad est.

E,poi, il conflitto medio orientale sul nodo irrisolto, Israelo-Palestinese, del “due popoli e due Stati”.

Il mondo,poi, che si polarizza sull’assunto Geopolitico che essere “Grandi” e autocratici(Cina Russia) è più sicuro di una democrazia plurale, lenta e assertiva che tende alla passività: l’unione Europea.

Fatta eccezione per la Democrazia Americana e ai suoi contrappesi che la faranno sopravvivere a qualsiasi Amministrazione, anche a quella Trump, e a qualsiasi tentazione aggressiva esterna perché protetta dalla sua vastità e dalla vastità dei due oceani che la avvolgono.

Tutte premesse che rendono lo slancio di Roberto Occhiuto un contributo di chiarezza e di coerenza con la cultura politica che lo accompagna dalle origini: dal movimento giovanile DC alla filiera istituzionale: Consigliere Comunale, Regionale e Deputato.

Poi, mi fanno sorridere quelli che gli imputano di aver fatto solo politica.

Diciamo, sbrigativamente, che la politica è ciò che gli è venuta meglio ,e, c’è da augurarsi, come Calabresi, che continui così.

Non mi stupisce che il “mio” Governatore stia assumendo una postura nazionale- che avevo previsto già dal 2021- legittimandola sulla cultura di Governo che stà connotando la sua azione.

Adesso serve lanciare una sfida Liberalpopolare e Riformista all’intero sistema.

Le Riforme devono essere la stella polare per il Paese che non può arretrare rispetto all’Europa e alla sua unità politica; il voto ponderato sulle decisioni del Consiglio Europeo piuttosto che l’unanimismo che ingessa ed emargina l’Europa.

Premierato, Giustizia e Autonomia differenziata, accenni Riformatori di facile soluzione se non si pensa alle “bandierine” di partito ma alla soluzione strutturale di questioni che condizionano la vita dei cittadini.

La scelta diretta del Premier va’ accompagnata da una riforma elettorale che reinserisca il sistema proporzionale per collegi omogenei o macro aree.

Per lungo tempo si è voluto stressare i cittadini elettori con liste bloccate e porcellum vari , con il risultato di averli tenuti lontani dalle urne.

Salto a pie’ pari le questioni nazionali per invocare l’unità dei Liberalpopolari Italiani visto che quelli Calabresi hanno già conseguito un risultato che capovolge le gerarchie elettorali.

Resterà l’ultimo miglio da compiere che è la CONVENZIONE dei partiti moderati e Liberali che si richiamano al PPE o a Renew Europe e, comunque, alla grande famiglia dei Popolari Liberali e Riformisti Europei.

Forza Italia, Noi Moderati, Azione, LèD, Partito Liberaldemocratico: le sigle che ricordo ma i nomi sono anche di più.

Non annovero Italia Viva perché il suo leader, Renzi, “va’ più in fretta del pensiero”.

Un giovane intelligente ma che compie dei giri immensi, e a velocità tale, che rischia di ritrovarsi al punto di partenza.

Da vecchio Democristiano e da liberalpopolare non posso che Augurare il meglio a Roberto Occhiuto e alla sua nuova sfida.

Non solo perché lo avevo auspicato e previsto, ma perché sarebbe utile alla Calabria ritrovare una leadership della statura di Riccardo Misasi o di Giacomo Mancini.

Domenico Critelli

già Assessore Provinciale;

componente Comitato Magna Graecia;

componente Progetto ZeroSei (fusione dei Comuni crotonesi).

Redazione Comitato MagnaGraecia